giovedì 20 ottobre 2011

Sic transit gloria mundi?

 (Sirte, 7 giugno 1942 - Sirte, 20 ottobre 2011)


Dunque è finita. Gheddafi è caduto. Ci aspetta e ci aspettiamo una nuova Libia, pacificata e democratica.
E se invece fosse appena iniziata? Morto Gheddafi, le diverse anime del Cnt riusciranno a convivere? E per quanto? E siamo sicuri che le tribù fedeli al defunto raìs abbiano già riconsciuto una nuova Libia non gheddafiana? Perchè Gheddafi non lo resusciterà nessuno, siamo d'accordo, ma in ultima analisi amici e nemici non potranno non riconoscergli di aver difeso la sua terra, come diceva nei suoi messaggi audio degli ultimi tempi - "fino alla morte".
E la morte è arrivata, in tarda mattinata, primo pomeriggio. Non è ancora chiaro se sia morto in un conflitto a fuoco o, come dice di un ragazzo assumendosi la paternità del gesto, col cervello trapanato da un colpo di pistola.
Parliamoci chiaro; oggi le televisioni ce lo dipingono come un tiranno sanguinario, come il capo di uno stato di polizia. Certamente Muammar Gheddafi fu anche quello. E andava bene a tutti, quanto meno a molti. Ma fu anche per un certo periodo - non neghiamolo - una persona che il mondo guardò con interesse, quando tinse di verde la Libia con quella sua rivoluzione dai toni socialisteggianti, fatta, raccontano le cronache, senza sparare un colpo. Ci fu un periodo in cui la rivoluzione verde, l'ennesima fallita, significò qualcosa per qualcuno. E ora non dovremmo fare finta di dimenticarlo quando plaudiamo - giustamente! - alla vittoria dei ribelli sul tiranno, quando guardiamo i video del suo cadavere.
La rivoluzione verde è da oggi un buio passato da dimenticare. Il Cnt promette un futuro radioso. Lo speriamo tutti. Tutti speriamo in una Libia nuova, libera e democratica, non più verde. Ma attenti a non cercare questa Libia nell'immediato domani, perchè Gheddafi è morto coi suoi nella sua città natale, Sirte. E questo, c'è da pensarlo, molti non lo dimenticheranno così facilmente.

Nessun commento:

Posta un commento